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Provincia di Crotone

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21/07/2006 - IL PRESIDENTE IRITALE INTERVIENE SULL'INAUGURAZIONE DEL MUSEO DI CAPOCOLONNA

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Il prossimo 29 luglio sarà finalmente inaugurato il museo di Capocolonna. Non amo la retorica, ma è giusto dire che per questo territorio è un evento storico atteso per troppo lungo tempo. Esso si realizza grazie alla tenacia con cui abbiamo lavorato attorno all'obiettivo dell'apertura e grazie alla comprensione e collaborazione che abbiamo trovato nel dr. Francesco Prosperetti, Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici, e nella dott.ssa Annalisa Zarattini, Soprintendente regionale ai beni archeologici, che ha assecondato la nostra richiesta e accelerato i tempi. Ricordo con gratitudine, anche, l'interessamento e la fattiva condivisione della dott.ssa Elena Lattanzi. Si tratta di un'opera imponente, architettonicamente pregevole, per la quale un particolare riconoscimento va al progettista, arch. Paolo Spada, e alle maestranze.L'area di Capocolonna si avvia così ad essere il più grande spazio culturale della regione, il luogo simbolo per eccellenza della millenaria civiltà della nostra terra. Lì, dove i passaggi della storia hanno voluto lasciare memoria indelebile; lì, dove ogni pietra, ogni sentiero, e la colonna e la chiesa e gli scavi ci dicono che abbiamo un passato che è stato parte importante dell'evoluzione culturale e spirituale dell'umanità; lì, dove anche il mare non è un semplice bacino di acqua salata, ma un susseguirsi di onde che hanno trasportato miti e leggende, conosciuto il solco di navi greche e romane, veneziane e turche, accarezzato icone miracolose e bagnato le isole di Ulisse; lì, su quel promontorio caro al cuore di tutte le generazioni di crotonesi, emblema della Calabria nel mondo, si concretizza un'idea che ha origini lontane.Era il 1983 quando l'Amministrazione di sinistra al Comune di Crotone, attraverso l'assessorato ai Beni culturali - finalmente diviso da quello alla Pubblica istruzione, di cui fino ad allora era stato semplice appendice - lanciò la proposta di realizzare un museo a Capocolonna. Se ne discusse anche in coda al 23° Convegno di studi sulla Magna Grecia. Fu l'architetto Vezio De Lucia (giubilato dal ministero dei Lavori pubblici dal "famoso" Nicolazzi) a consigliare di affidare l'idea al prof. Italo Insolera, illuminata coscienza critica dell'urbanistica italiana, per lo studio di un piano di fattibilità. Iniziò da allora un percorso che si conclude solo oggi, ma che è il risultato di tante tappe lungo le quali si è affermata una concezione del bene culturale non più visto solo come fonte di arricchimento e godimento spirituale ed estetico, ma come risorsa preziosa di un territorio che sulla valorizzazione del suo patrimonio archeologico, artistico, ambientale e paesaggistico deve ritrovare e rilanciare la sua identità a costruire un'ipotesi di sviluppo qualitativamente nuovo in grado di inserire la città e la sua provincia nel circuito internazionale del turismo culturale. È questa l'unica via per non essere messi ai margini del mercato e per consentire una funzione-fruizione del bene che vada al di là della semplice contemplazione per interagire con le aspirazioni alla crescita economica, sociale e civile di tutta la popolazione. È anche l'unico modo, se si vuole, perché il bene sia tutelato e davvero valorizzato. C'è una coerenza, in queste scelte, dell'Amministrazione provinciale e, se mi è concesso dirlo, anche personale. Già quando ricoprivo la carica di assessore comunale alle stesse problematiche ho cominciato a battermi (e prima di me, lo voglio riconoscere, aveva iniziato a farlo il prof. Vittorio Bruni) perché il grande patrimonio culturale della nostra città venisse recuperato e gestito secondo progetti di utilizzazione proficua finalizzati a considerare il passato come una risorsa che può creare ricchezza nel presente. Troppo spesso, infatti, si ha la fregola di pensare a cose totalmente nuove, quando sarebbe molto più semplice e facile partire da quello che già si ha per creare un livello di intervento economico-culturale assolutamente interessante e solido. Di qui, comunque, viene il recupero e la riconversione di strutture come le torri Comandante e Aiutante, il Bastione Toledo, Palazzo Caminiti, Palazzo Caloiro, i locali attigui a Santa Chiara, Santa Margherita e altre ancora. Di qui, oggi, viene una precisa volontà politica della Provincia di dar vita, nell'ambito del Piano strategico di sviluppo, a una filiera della cultura che si sta concretizzando attraverso scelte, iniziative e programmi che potranno davvero cambiare il volto del territorio. Ricordo brevemente l'accordo con il ministero per la gestione del parco archeologico di Capocolonna, il finanziamento del Distretto tecnologico per i Beni culturali che avrà sede a Crotone, l'avvio dei progetti "Provincia della lettura" e "Provincia della scrittura", il rilancio del premio "Provincia di Crotone", la partecipazione alla mostra "Città di pietra" presso la Biennale di Venezia con l'idea messa a concorso di ridisegnare l'area tra i due porti della città per ospitarvi attività artistiche ed espositive, la decisione di destinare il 2% del capitolo di bilancio relativo alle opere pubbliche all'acquisto di opere d'arte, la mostra di Mario Schifano, quella di Mimmo Jodice ancora in corso, la costituzione della Fondazione Odyssea: tutto questo, e altro certamente mi sfugge, in appena due anni di attività.È una sfida che abbiamo intrapreso con convinzione ed entusiasmo. Ma è su questo che si misura la qualità di una classe dirigente, sulla sua capacità di sapere offrire, soprattutto ai giovani, alle nuove professionalità e competenze, ai nuovi saperi, la possibilità di impegnare nella propria terra energie e conoscenze al servizio di una grande ambizione: fare della Calabria una felice convenienza per chi voglia investire, studiare, fare ricerca, progettare il futuro. Crotone in questo senso può diventare un punto di eccellenza. Da qui può partire una produzione di beni materiali e immateriali che, attualizzando la cultura del passato, coniugando l'antico col moderno, sperimenta nuove leve del sapere e propone la strada per un rinnovato protagonismo territoriale.Per questo l'inaugurazione del museo di Capocolonna, oltre che come una conquista di una linea politica perseguita con determinazione e continuità, va salutata come epifania di un raggio di luce che indica una direzione e fonda una speranza. Sergio IritalePresidente della Provincia di Crotone



Autore: dr. Bruno Palermo - Portavoce del Presidente -
Fonte: Presidenza



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