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»COTRONEI

Cotronei (C.A.P. 88836) appartiene alla provincia di Crotone e dista 44 chilometri da Crotone, capoluogo della omonima provincia. Conta 5.500 abitanti (Cotronellari) e sorge a 502 metri sopra il livello del mare, nell'area alta del Marchesato di Crotone, situato su un versante della Sila Piccola nella larga dorsale che forma lo spartiacque tra le alte valli dei fiumi Tacina e Neto e degli affluenti (Ampollino, Tassito, Cervitello). Cotronei è situato in posizione particolarmente privilegiata dal punto di vista turistico in quanto, ai vantaggi del clima collinare, aggiunge la relativa vicinanza alla costa raggiungibile in brevissimo tempo tramite comode vie di accesso. Dal lato storico, si hanno tracce  di insediamenti umani sin dall'epoca preistorica, nel suo territorio montano, nel 1952 è stato rinvenuto un ripostiglio con asce ed altri attrezzi in bronzo datati appunto all'età del bronzo (prima metà del II millennio). La chiesa di San Nicola, del 1600, è rivestita in pietra, unica nel suo genere. Oltre a Cotronei come centro urbano con notevole vocazione turistica, bisogna menzionare anche la località Ponte Coniglio situata a 6 km a sud.

Foto del comune

 Da vedere: Il castello feudale, la chiesa di San Nicola patrono del paese.
Eventi: febbraio, sagra du mmitu;  estate, sagra della ricotta;  settembre, sagra della salciccia; novembre, sagra del fungo porcino; Natale, sagra del crustolo.
Organizzazioni:  Arca, Angolo 12,  Progetto 2000, sez. di "Raffaele Lombardi Satriani".

Chiesa della Madonna del Carmine

La chiesa è stata costruita alla fine del XVIII secolo. é possibile ammirare immediatamente la facciata, di recente costruzione, in cui è incastonato un portale affiancato da quattro lesene (due per lato). A destra un campanile. L'interno è a una sola navata. L'altare maggiore è sormontato dalla statua della Madonna del Carmine. A sinistra, invece, c'è la statua dell'Addolorata. Entrambe le opere sono del XVIII secolo e sono costituite da testa e mani in legno e da una intelaiatura al posto del corpo.

Chiesa di San Nicola dei Latini

Chiesa costruita nel 1535 da ricchi cittadini greci che si trasferirono da Patrasso e Corona in seguito alle leggi sull'iconoclastia. Inizialmente era dedicata a San Nicola dei Greci ma quando la chiesa passa dal rito greco a quello latino (1597), fu dedicata a San Nicola dei Latini. Tra il 1720 e il 1750 furono effettuati dei lavori di costruzione per cui la facciata principale fu sistemata sulla parete sinistra della chiesa originaria. In base al progetto, l'edificio non è mai stato completato. Mancano la cupola e i bracci della croce latina. La facciata, in pietra tufacea, è in stile barocco-rococò con otto nicchie, rosone centrale e venti colonne (doriche e ioniche). Di notevole pregio architettonico è il portale, sormontato da un ovale con l'immagine di San Nicola (restaurato da Antonio Pipicelli negli anni Sessanta), opera dello stuccatore Alfonso Spanò di Squillace. E' possibile ammirare in cima la statua di Mosè con le tavole della legge. Agli inizi del XX secolo al campanile è stato aggiunto un orologio. L'interno della chiesa è a tre navate. Quella di sinistra è più corta perché terminava sull'orlo di un burrone.

Villaggio Palumbo Sila - Lago Ampollino

Fa parte della Sila piccola, di origine metamorfica e ricoperta di estese formazioni a faggio con una forte presenza di abete bianco. Da segnalare uno dei nuclei più consistenti di lupo dell'Italia meridionale, la cui conservazione grazie all'area protetta ha permesso una ricolonizzazione, in anni recenti, di aree esterne. Incastonato nell'imenso polmone verde della Sila Piccola sorge il "Palumbosila", complesso turistico e alberghiero di rara suggestione dove la splendida cornice naurale offerta dall'inconfondibile paesaggio silano si coniuga alla perfezione con un'offerta turistica in grado di soddisfare anche le esigenze più ricercate Il Lago Ampollino è raggiungibile dalla SS 179. Dopo circa 2 km, si arriva alla diga e al ponte sul lago Ampollino. Da qui si può ammirare il panorama che affaccia sulla rigogliosa vallata dell'omonimo fiume. Attraversato il ponte si continua per località Capo Rosa. Lasciare l'auto e proseguire a piedi per fare il giro del lago o visitare la cosiddetta "baita della tranquillità". È una semplice costruzione immersa tra i pini.

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