» Istituzione e Funzione Dell'Ufficio Politiche di Genere
L'ufficio per le politiche di genere è stato istituito dalla Giunta Provinciale nel dicembre del 2005.
Essendo il tema della differenze oggi più che in passato trattato come differenza di genere, e non solo come differenza sessuale, nell'ambito sociale, istituzionale e organizzativo, vista come presenza asimmetrica di uomini e donne nei diversi settori della vita sociale, nei quali si producono fenomeni di emarginazione e discriminazione legate a tale differenze, ci si è trovati (a livello normativo, e di conseguenza amministrativo) di fronte all'esigenza di individuare soluzioni mirate ad un riequilibrio della composizione di genere diretta a combattere il fenomeno della discriminazione di genere, inteso non tanto come caratteristica ascritta degli individui, quanto come forma culturale attuata nei processi di interazione, in cui il genere è un concetto relazionale che consente di esplorare l'attribuzione di caratteristiche femminili alle donne e maschili agli uomini, che sono di converso all'origine di numerose disuguaglianze sociali.
In questa prospettiva l'Amministrazione Provinciale di Crotone ha inteso predisporre nell'ambito dell'Assessorato al "Lavoro-Formazione Professionale Personale-Affari Legali Pari Opportunita" la costituzione dell'Ufficio delle Politiche di Genere diretto a supportare l'Amministrazione nella progettazione e realizzazione delle iniziative atte a favorire la parità di genere.
L'ufficio sarà quindi il luogo di elaborazione e progettazione di interventi diretti a promuovere l'uguaglianza di opportunità tra uomini e donne, inteso come genere, attraverso la predisposizione di progetti cofinanziati, anche, dai Fondi Strutturali Europei che hanno come obiettivo prioritario: il sostegno all'accesso delle donne al mercato del lavoro, il miglioramento delle condizioni di lavoro, di vita e di reddito delle donne, la promozione del loro sviluppo professionale e di carriera, la conciliazione della vita lavorativa con quella familiare, la rimozione della violenza su donne e minori, ed in generale l'integrazione della diversità sociale. L'ufficio costituisce per tanto un servizio rivolto alle politiche del lavoro, oltre che alle politiche sociali e culturali, in grado di valorizzare le differenze di genere, contrastando i fattori di discriminazione e promuovendo politiche e azioni mirate a favorire la cittadinanza di genere, con la collaborazione trasversale degli attori presenti sul territorio provinciale con i quali dovrà essere attuata la politica del riequilibrio di genere.
L'Ufficio delle Politiche di Genere, avrà il compito di favorire e promuovere, attraverso l'elaborazione e l'attuazione di progetti, il riequilibrio di genere, nel rapporto tra differenza di Genere e:
Lavoro: Il lavoro qui inteso come disparità nell'accesso al genere femminile, derivante dal rapporto che lega la donna al ruolo familiare di madre (con i figli) e di figlia (con i propri genitori anziani ecc.), che porta la stessa ad una rinuncia della ricerca di lavoro (o abbandono del proprio lavoro), con effetti sull'alto tasso di disoccupazione femminile e di converso il suo basso tasso di occupazione a parità di formazione professionale con il genere maschile. Si ritiene che a tale discriminazioni (di genere) l'ufficio delle politiche di genere possa intervenire, attraverso progetti diretti a sollecitare il mercato del lavoro all'utilizzo di strumenti che migliorino l'accesso per le donne al mondo del lavoro quali ad esempio l'uso di strumenti informatici (strumenti on-line), che rendono le scelte più consapevoli facili/veloci, e che riducono quindi le difficoltà di accesso legate alla loro peculiarità di genere. Il lavoro inteso anche come disparità di accesso in termini di "accesso regolare" relativamente agli immigrati deve portare l'ufficio delle politiche di genere a predisporre progetti che favoriscano la regolamentazione degli immigrati nel mondo del lavoro ad esempio sollecitando il mercato del lavoro a predisporre la costituzione di un anagrafe degli ipotetici lavoratori immigrati/e.
Conciliazione/Tempo: Ulteriore problema legato al lavoro visto in termini di disparità di genere femminile è la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, che deve essere affrontata in modo tale da consentire il rispetto della diversità di genere, attraverso l'utilizzo di strumenti legislativi posti a garanzia della diversità. A tale proposito l'ufficio delle politiche di genere sosterà la maternità e la paternità, attraverso ad esempio: politiche e progetti di flessibilità degli orari di lavoro per renderlo più conciliabile con il tempo delle "famiglia", in osservanza delle innovazioni legislative introdotte dalla Legge 53 dell'8/3/2000; oltre che favorire l'utilizzo degli strumenti derivanti dalle politiche del lavoro, quali lo strumento del telelavoro, e/o l'istituzione di asili nido aziendali, e/o la banca del tempo ecc..
Formazione: Ulteriore problema legato al lavoro, sempre in termini di disparità di genere femminile, è la formazione specialistica, per tanto l'ufficio delle politiche di genere promuove, attraverso l'adozione di taluni progetti, la programmazione di corsi di formazione professionale rivolti alle donne che intendano inserirsi nel campo lavorativo e sviluppare la propria professionalità e carriera. Tale azione costituisce certamente un grande aiuto per le donne, ancora discriminate nel Mercato del Lavoro, al fine di consentire l'inserimento o il reinserimento di quest'ultime nel mondo del lavoro. E tutto ciò al fine di costruire percorsi lavorativi e successive carriere, in prospettiva di pari opportunità e valorizzazione della differenza di genere come risorsa.
Mainstreaming: Al fine di rimuovere le discriminazioni di genere in questa prospettiva bisogna promuovere politiche che favoriscono lo sviluppo della parità orizzontale tra i sessi, incidendo positivamente nell'affermazione di politiche che creino pari opportunità sostanziale tra uomo e donna le quali si pongono come scelte di democrazia e di equità sociale (letteralmente vuol dire "entrare nella corrente principale"). In tale prospettiva l'ufficio delle politiche di genere, dovrà promuovere l'adozione di politiche che contengano consapevolmente il principio di parità, ed essere valutabili per gli effetti che producono sugli uomini e sulle donne. Per fare questo occorrono nuovi modi di leggere la realtà economica e sociale che rendano visibili le differenze non solo per creare pari opportunità, ma anche per ricavarne vantaggi complessivi per la comunità. In tale ambito l'ufficio delle politiche di genere svolgerebbe, attraverso l'adozione di taluni progetti, ad esempio funzione di informazione e controllo sulla parità e rimozione della disparità, non solo nell'accesso al lavoro, ma anche di carriera tra uomo e donna, sull'applicazione dell'art. 51 Cost. e sua legislazione ordinaria, promuovendo una parificazione di genere nelle carriere direttive. Oltre a promuovere l'istituzione di scuole di politica, o percorsi di istruzione, i quali si pongono come prospettive formative di una cultura di pari opportunità di genere.
Salute: La rimozione delle discriminazione di genere in questo ambito dovranno avvenire attraverso la promozione della salute della donna in un quadro che non colloca più quest'ultima solo nella sfera della riproduttività femminile oltre che prevenzione, diagnosi e cura della stessa,
ma affermare un concetto più vasto di salute femminile, che riconosca alla tematica della salute delle donne specificità di genere indipendenti dalla sfera riproduttiva, e che riguardino ad esempio, la diffusione dei fattori di rischio, l'incidenza delle diverse malattie e disabilità, la frequenza e le modalità di utilizzazione dei servizi sanitari. Una strategia che voglia offrire una parità di opportunità anche sul piano della tutela della salute dovrà realizzare alcune attività preliminari: impostare un sistema informativo con dati disaggregati per sesso, promuovere la valenza di genere nella ricerca, dare adeguata diffusione alle informazioni sulla salute femminile. In tale ambito l'Ufficio delle politiche di genere può sollecitare, attraverso l'adozione di progetti specifici, l'istituzione di un numero verde per l'informazione a fini preventivi, favorire campagne di prevenzione della salute delle donne, attraverso es. screening per la prevenzione dei tumori femminili e l'osteoporosi ecc..
Inoltre essendo un ulteriore problema di genere quello legato alla salute degli immigrati che entrano in contatto con un territorio a loro tal volta incompatibile (clima) l'ufficio delle politiche di genere deve favorire attraverso l'adozione di taluni progetti la prevenzione di malattie che possano colpire quest'ultimi.
Disagio: Rimuovere i disagi attraverso azioni poste in una politica di genere significa ad esempio, che in ambito (lavorativo), l'ufficio delle politiche di genere dovrà farsi carico, con l'adozione di taluni progetti, di vigilare ed eventualmente di rimuovere le discriminazione nei confronti delle donne, sottoposte a violenze sia psicologiche che fisiche sui luogo di lavoro: molestie, mobbing; attraverso l'uso degli strumenti consentiti dalla legge;
In ambito diffuso (in famiglia, sul lavoro, nell'attività sociale) significa farsi carico di promuovere, come ufficio delle politiche di genere, attraverso un dato progetto, la costituzione della rete antiviolenza, coinvolgendo oltre che l'ente provincia i comuni del circondario e l'a.s.l. di riferimento, le forze dell'ordine, diretta a prevenire e combattere la violenza operata su donne e minori, eventualmente prevedere l'istituzione di un numero verde al quale le donne e minori vittime di violenza sessuale e domestica, o sottoposte allo sfruttamento/tratta, o diverso tipo di discriminazioni, possano fattivamente rivolgersi.
L'ufficio delle politiche di genere, inoltre, dovrà favorire con l'adozione di taluni progetti per l'accesso e il reinserimento nell'attività lavorativa di talune categorie di soggetti in stato di disagio derivante dal loro stato di invalidità fisica o psichica, promuovendo la rimozione delle barriere architettoniche, e sollecitando il sostegno psichiatrico per i portatori di tale disagio.
Ancora in un ottica di integrazione razziale l'ufficio delle politiche di genere, può attraverso l'adozione di specifici progetti, proporre (previa modifica dello statuto provinciale) l'istituzione di una garante in seno all'amministrazione per la tutela dei diritti delle donne immigrate e dei loro figli, di cui è eventualmente posta una limitazione della libertà personale. (Istituzione del garante delle libertà personali).
Identità e Differenza: In questo ambito l'ufficio delle politiche di genere, previa adozione di specifici progetti, promuove attraverso convegni e luoghi di incontro e studio, l'affermarsi della diversità come ricchezza, le identità devono essere giocate in positivo per integrare, non anteporre i punti di vista, i pensieri, le esperienze, i diritti degli uni sulle altre. Grande importanza ha dunque l'educazione alle differenze, prima fra tutte quella tra donne e uomini, ma poi anche quella etnica sociale e culturale. A questo proposito, la comunicazione interistituzionale tra ente provincia enti comune del territorio, potrà favorirà la rimozione di talune differenze di genere attraverso l'adozione di progetti congiunti diretti a sollecitare ad esempio da parte degli enti comune i patti civili di solidarietà, i quali consentono un riconoscimento giuridico alle coppie di fatto ed una parificazione dei diritti delle famiglie.