» Comune di Crotone
La città è al centro del suo territorio ed attorno ad essa è sempre gravitata l'economia del comprensorio. L'odierno abitato si estende solo in parte sull'impianto urbano dell'antica polis magno greca ed è dominato da una altura isolata, su cui insiste il borgo medioevale coronata da un imponente castello. Dalla base del castello si dipartono, a sud e a nord, rispettivamente i due bacini del porto vecchio e porto nuovo. Poco distanti dall'abitato, lungo la costa, emergono a nord le ciminiere del polo industriale e in direzione opposta, sul promontorio, l'Heraion lacinio. La prima data storica della sua fondazione è il 7O9-7O8, ad opera di coloni Achei. Gli scavi archeologici hanno dimostrato la straordinaria vastità dell'impianto urbanistico antico, che si estendeva per oltre 600 ettari, diviso in tre vaste zone o ‘quartieri’, perpendicolari alla linea di costa. La città dal medioevo in poi, come attesta la presenza dei numerosi palazzi baronali, è luogo di residenza dei feudatari di tutto il Marchesato. Tant'è che nella piazza principale vi era il ‘Seggio dei nobili’. Nel 1541, vicerè Don Pedro Da Toledo, iniziano i lavori di fortificazione con il rifacimento della cinta muraria e di parte del castello. La nuova cinta muraria, in forma poligonale è costituita da cinque baluardi avanzati e risegati, e da due rivellini modellati ad orecchione, siti sui fianchi del castello, il quale costituisce un esempio particolare di fortezza arroccata intorno al colle che ingloba sul modello dell'acropoli greca su cui insiste. Il centro storico racchiude un sistema museale articolato - Museo archeologico statale, palazzo Morelli e il Museo Civico - e un insieme di strutture culturali tra cui Biblioteca, Archivio, Galleria, Polifunzionali per mostre e conferenze. Itinerario di visita. Iniziamo la conoscenza della città da piazza Pitagora, sulla quale si affacciano i portici costruiti nel 1867. Il colonnato è a fusto liscio con capitello neodorico, in arenaria; da qui parte via Vittoria, che incrociandosi con corso Vittorio Emanuele sbocca in piazza Duomo, sulla quale si affaccia la Basilica minore. L’impianto originario del Duomo risale al IX secolo; la ricostruzione integrale della chiesa, per la quale furono utilizzati materiali asportati dall’antico tempio di Hera Lacinia, risale al sec. XVI. L’ibridismo degli stili è evidente nell’interno a tre navate, dove si notano pezzi di muratura in blocchi squadrati di arenaria e grandi archi ogivali, avulsi dal rimanente contesto architettonico. Si segnalano la lineare cappella dell’Epifania (sec. XVIII) in cui di recente è stato collocato il fonte battesimale litico, con base zoomorfa (sec. XIII), e la cappella ottocentesca, ricca di stucchi dorati, di bronzi, di dipinti in cui è conservata una ‘Madonna nera’, detta di Capocolonna. Interessanti sono il coro ligneo (datato 1678), gli stalli della sacrestia, un dipinto settecentesco del pittore crotonese Nicola Lapiccola raffigurante ‘Gesù di ritorno dal tempio’, il pulpito ottocentesco. Accanto alla cattedrale sorge il Palazzo Vescovile (sec. XVI), nel cui atrio sono stemmi di vescovi crotonesi. Seguendo a sinistra il corso Vittorio Emanuele appare il vecchio Municipio di Crotone, sul quale è apposta una lapide in ricordo di Garibaldi, qui venuto per raccogliere fondi a favore della campagna garibaldina. Questo edificio era originariamente sede dell’antico convento di S.Giovanni di Dio, i cui frati prestavano servizio nel curare gli infermi. Di fronte si erge la chiesa dell’Immacolata, ricostruita nella forma attuale alla fine del sec. XVIII, sul sostrato di un omonimo tempietto quattrocentesco. La facciata, di epoca posteriore, ha un impianto neoclassico. L’interno, ad una sola navata, è ricco di stucchi barocchi e dipinti ottocenteschi. Vi si conserva anche un crocifisso ligneo di scuola napoletana del sec. XVII. Incamminandosi per vico La Camera, sulla sinistra si arriva alla chiesa di S. Chiara, pure ricostruita alla fine del ‘700 e facente parte dell’omonimo impianto monastico, risalente al sec. XV. La facciata presenta particolari decorazioni ‘graffite’; l’interno, dalla pavimentazione di maiolica napoletana, ha stucchi barocchi, dipinti del ‘700, un interessante organo ligneo a canne (datato 1753) opera del napoletano Tommaso De Martino, organaro della regia cappella, il mobile della sacrestia (datato 1777), la cantoria, i matronei. Sono conservati, altresì, arredi sacri, tipici dell’oreficeria napoletana del ‘700. Nell’adiacente convento, in seguito a recenti restauri, sono stati ripristinati il porticato del chiostro, in blocchi di arenaria locale, una cisterna con puteale del 1616, le celle e le varie pavimentazioni in cotto. Proseguendo da via Cavour e via Pelusio, si sfocia in via Risorgimento, sulla quale troviamo palazzo Gallucci, costruito alla fine del sec. XIX, ricalcando i canoni neoclassici, propri dell’architettura dei palazzi romani. Nei pressi, riservata ai nobili della città, sorge la chiesa di S. Giuseppe. Conserva pregevoli dipinti del ‘700 e due statue lignee, opera dell’intagliatore napoletano Nicola Fumo e datate 1721. Accanto alla chiesa è l’ingresso alla villa Berlingieri, costruita nel 1882, su progetto dello stesso Francesco Berlingieri, e caratterizzata da un vestibolo sorretto da colonne scanalate con capitello ionico. Proseguendo su via Risorgimento, si arriva in piazza Castello su cui sono siti importanti palazzi nobiliari: palazzo Morelli, costruito nel 1885, in stile neoclassico romano e arredato con mobili del ‘700; in fondo alla piazza, il massiccio palazzo Barracco, a corte chiusa, con ballatoio interno, che vide ospiti illustri e l’ingresso al castello aragonese.
Il Gonfalone
IL GONFALONE
Drappo di colore rosso riccamente ornato con ricami dorati e caricato dello stemma comunale con la scritta centrata di colore oro: “Comune di Crotone”. I cordoni e l’asta sono dorati.
LO STEMMA
D’azzurro al tripode d’argento con due serpi uscenti dalla coppa ed addossati, linguati di rosso, colla campagna di rosso carica della sigla “Q D O” (KRO in caratteri arcaici greci); con fascia d’oro, attraversante sulla spartizione. Ornamenti esteriori da Comune.
La Geografia
Crotone, una delle cinque province della Calabria, sorge a 8 metri sul livello del mare sulla costa jonica calabrese; è il polo gravitazionale di una trentina di comuni che dal XV secolo hanno preso la denominazione di Marchesato di Crotone.
Confina a nord con il comune di Strongoli, a sud con Isola Capo Rizzuto, a ovest con Rocca di Neto, Scandale e Cutro, a est con il mar Jonio.
La città si erge tra terrazzi marini, pianure alluvionali, bastionate d’arenaria e rilievi tabulari, davanti a un mare increspato di argille. Ha una superficie territoriale pari a 179,79 kmq. La sua costa si estende per 25 km ed è caratterizzata da una particolare diversità morfologica: a nord della città le spiagge sono composte da sabbie silicee bianche; il lungomare cittadino e il litorale meridionale continuano invece con spiagge composte da sabbie arenarie dal colore rosso’. Verso l’interno, un promontorio che domina il mare, circondato da un terreno pianeggiante, che proseguendo si fa collinoso.
La Storia
Museo Archeologico Nazionale
Riaperto nel 2000, dopo anni di chiusura al pubblico, il Museo è la casa dei tesori dell’antica Kroton. Situato nel centro storico cittadino, in via Risorgimento, rappresenta una tappa obbligata per conoscere a fondo la città e la civiltà magnogreca. La parte espositiva è stata divisa in due sezioni: al piano terreno la città, al primo piano il territorio.
Nella prima sezione un apparato documentario illustra la storia della città dalle origini al medioevo, dando particolare risalto ai personaggi che hanno reso grande e famosa Crotone. Una mappa della città dei nostri tempi indica i cantieri in cui la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Calabria ha effettuato i principali scavi archeologici (lo scavo della Banca Popolare di Crotone, lo scavo di via XXV Aprile, lo scavo del Padiglione microcitemia, lo scavo dell’ospedale, gli scavi di via Di Vittorio e via Telesio, lo scavo di Vigna Nuova, lo scavo dell’ex area Nato). In due grandi vetrine sono esposti i principali reperti. Degne di essere ricordate sono le ceramiche pervenute dal quartiere dei vasai. Gli scavi hanno infatti accertato che nell’antica Kroton esisteva un quartiere costituito da case con cortile quadrangolare, nel quale i ceramisti aprivano i loro laboratori. Altre vetrine espongono i corredi tombali provenienti dalla contrada Carrara, la più grossa necropoli della città antica fino a questo momento indagata.
Al primo piano si trovano numerose vetrine che espongono materiali giunti da varie zone del Marchesato e reperti relativi ai principali templi greci individuati a Crotone e nelle zone limitrofe.
Ma il gioiello del museo è certamente il tesoro di Hera, rinvenuto intorno all’horos, all’interno dell’edificio sacro nel luglio del 1987. Esso è costituito da un diadema d’oro che certamente ornava il simulacro della dea, caratterizzato da una treccia a rilievo e da un doppio serto di vegetale all’esterno con foglie e bacche di mirto e foglie di acero. Oltre alla corona fanno parte del tesoro un anello d’oro con castone romboidale, una sirena in bronzo, una barchetta nuragica, una “gorgone” alata.
Degno di nota è anche il medagliere con monete greche e romane, e i ritrovamenti di Caulonia, tra i quali vanno rilevati la pianta del tempio dorico e alcune terrecotte architettoniche del tempio della Passoliera.
Orario di apertura: tutti i giorni, eccetto il lunedì, dalle 9 alle 19,30.
Museo Provinciale d’Arte Contemporanea
Ospitato nelle sale dell’ottocentesco palazzo Fonte, su viale Regina Margherita, è stato aperto nel 1998 per volere dell’assessorato ai Beni Culturali della Provincia di Crotone.
Tra le opere che vi si possono ammirare si segnalano: “Palmina”, un olio su carta di Bruno Ceccobelli del 1984; “Senza Titolo”, olio su tela di Nino Longobardi del 1997; “Visioni di Giovanni”, un’opera in ferro, rame, ottone, carta e china dell’artista Hidetoshi Nagasawa (1996); “Alluminio di scarto” in ferro e alluminio di Giuseppe Pulvirenti (1994). È esposto anche un decollage del calabrese Mimmo Rotella dal titolo “Pazzo per le donne”.
Il programma del museo prevede due mostre all’anno: “Kroton”, progetto annuale di acquisizione di opere di artisti italiani protagonisti dagli anni Cinquanta fino agli anni Novanta, già ufficializzati da istituzioni come la Biennale di Venezia, o presenti nei manuali di storia dell’arte; “Contemporanea”, progetto che intende convogliare verso Crotone le opere di artisti d’avanguardia.
Orario di apertura: da lunedì a sabato dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20. Domenica dalle 17 alle 20. Ingresso gratuito.
Pinacoteca Bastione Toledo
Ospitata all’interno di uno dei baluardi posti nel Cinquecento a difesa della città, la pinacoteca custodisce opere di artisti calabresi e nazionali rappresentanti del Futurismo e dell’Avanguardia. L’esposizione è nata negli anni Novanta del Novecento con una collezione di Gaele Covelli, artista di scuola stilistica napoletana di fine Ottocento originario di Crotone. A questa si sono aggiunte altre donazioni tra cui una serie di opere di Salvatore Ferragina. Degne di nota, infine, le donazioni lasciate dagli eredi Turano (un bronzetto e alcuni quadri dell’800) e dall’avvocato Luigi Tallarico, critico d’arte e studioso, che ha regalato un centinaio di opere. Orario di apertura: da martedì a sabato dalle 16 alle 20.
Biblioteca comunale “A. Lucifero”
Si trova in piazza Castello, all’interno del maniero aragonese. Fondata nel 1978, custodisce un cospicuo patrimonio librario formato da oltre 18.000 volumi tra cui opere di cultura generale, testi e documenti sulla storia di Crotone, libri e manoscritti sulla storia della Calabria. Numerose inoltre le riviste di cultura, arte, scienze, politica, psicologia, religione, filosofia, teosofia, attualità, medicina, storia generale e locale. Diversi anche i quotidiani locali consultabili. Si segnalano anche 235 edizioni giuridiche e storico-politiche risalenti all’Ottocento. All’interno della struttura trova sede, anche, la sala multimediale intitolata a “Carlo Turano” (con 35 posti a sedere), in cui vengono proiettati i video, dotata di schermo gigante, computer, proiettore dia e laboratorio linguistico.
Orario di apertura: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle ore 19. Chiusura estiva seconda e terza settimana di agosto.
Biblioteca diocesana
In questa biblioteca si trovano collezioni di teologia, pastorale e storia, nonché fondi antichi. È divisa in due sezioni: quella di Crotone e quella di Santa Severina. In entrambe è possibile richiedere la riproduzione di documenti e consultare Internet.
La sezione di Crotone si trova in piazza Duomo e ha in dotazione 8.000 libri circa e 48 periodici. Orario di apertura: lunedì, mercoledì, giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Biblioteca di Diritto internazionale “Gaetano Morelli”
La biblioteca di Diritto internazionale, privato e processuale, è stata allestita dalla fondazione Morelli. Ha in dotazione 8.200 monografie in diverse lingue straniere e numerosi periodici (un centinaio circa). Biblioteca “Pier Giorgio Frassati”
Questa biblioteca è stata istituita dalla Fondazione D’Ettoris nel 2002. Il suo importante patrimonio librario abbraccia diverse discipline: letteratura, narrativa, scienze, storia, politica, economia, filosofia, arte, cinema, teatro, agiografia, geografia, storia delle religioni, giurisprudenza, legislazione. Diverse, inoltre, sono le monografie di sociologia, pedagogia, archeologia, sport e architettura. Nella sua sede (11 traversa di via Regina Margherita), oltre alla consultazione dei volumi presenti, è possibile usufruire del servizio di fornitura documenti, dei servizi multimediali, delle informazioni bibliografiche, del prestito (anche interbibliotecario e domiciliare per i disabili) e della riproduzione. Orario di apertura: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 19.
Fondo librario “Falcone Lucifero”
L’apertura della sezione in via Vittorio Emanuele risale al 1996 e custodisce le donazioni librarie dell’avvocato Falcone Lucifero. Il fondo si compone degli oltre 2.000 volumi donati a Lucifero dagli stessi autori (recano infatti firme autografe degli scrittori).
Orario di apertura: nel periodo invernale da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato soltanto dalle 15 alle 19; nel periodo estivo da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, sabato soltanto dalle 16 alle 20.
Archivio storico comunale
Raccoglie essenzialmente atti e documenti postunitari (fino agli anni Cinquanta). Si possono consultare anche il Catasto Onciario del 1788, 1795 e 1805; i libri dei Parlamenti (1775-1809); il Catasto Murattiano; le deliberazioni del Decurionato (1812-1858).
Archivio diocesano
Anche l’archivio diocesano, come la biblioteca, ha una sezione a Crotone (in piazza Duomo) e una a Santa Severina. Al suo interno sono custoditi documenti che fanno parte del Fondo archivistico Arcivescovile e del Fondo archivistico del Capitolo della Cattedrale. Degni di nota alcuni atti giuridico-amministrativi, il fondo matrimoniale e diverse pergamene databili a partire dal 1184 (Privilegio di Lucio III).
Orario di apertura: si può accedere alla consultazione previa richiesta.
• Sito archeologico
Il Parco archeologico di Capo Colonna
A pochi chilometri dalla città, sul promontorio ; (Giunone), dea liberatrice, collegata alla vegetazione, guerriera e nutrice. Il tempio era inviolabile e garantiva l’incolumità di chi vi si rifugiava. Secondo la tradizione fu Annibale a violarlo, uccidendo i suoi alleati, lì rifugiati, che si rifiutavano di seguirlo fino a Cartagine. È questa oggi la zona del parco archeologico di Capo Colonna. Il tempio di Hera, uno dei più grandi dell’antichità, era costruito proteso verso il mare e posto su un grande basamento di forma rettangolare che serviva da piedistallo. Era lungo 150 metri e largo 50, sostenuto da 13 o 15 colonne di stile dorico sul lato più lungo e 6 sul lato più corto; di queste ne rimane oggi solo una, a memoria di un passato di gloria, ma anche di rovina. Il tempio era ricco di portici e di altari e aveva anche delle piccole abitazioni per i sacerdoti e gli inservienti e negozi di oggetti religiosi. Dagli scavi finora effettuati si è potuto stabilire che il santuario era costituito da diversi monumenti: il Temenos, che è un sorta di confine dell’area sacra, il Katagonium e l’Hestiatorion. Il primo era un albergo di forma quadrangolare per gli ospiti di riguardo, il secondo un edificio a peristilio di forma quasi quadrata, forse destinato ai banchetti; la strada sacra, grande e solenne in prossimità del propileo di accesso, era delimitata ai margini da un cordolo bile al nucleo originario della costruzione databile quindi intorno al VI secolo a.C., doveva essere un grande ambiente di forma rettangolare allungata, con una struttura molto semplice e in tutto simile a un altro tempio di Crotone, quello di “Vigna Nuova”. L’edificio era abbellito da decorazioni scultoree e da tegole di marmo che il censore Q. Fulvio Flacco depredò per costruire, a Roma, il tempio della fortuna equestre. Il tempio dell’Heraion era molto popolare e, in occasione delle feste in onore di Giunone, richiamava commercianti e fedeli oltre che da tutte le parti d’Italia anche dalla Grecia, dalla Sicilia e da Cartagine.
Nella stessa area, verso nord-est, nei pressi del santuario della Vergine di Capo Colonna, sono stati rinvenuti un balneum romano di tarda età repubblicana con mosaico, i resti di alcune costruzioni con peristilio, pavimenti decorati a mosaico e i resti di una fornace risalenti al III secolo d.C.
Orario di apertura: dalle 8 fino a un’ora prima del tramonto.
• Zone di interesse archeologico
Le aree di Vrica e Stuni
Sono due aree che recano testimonianze delle più antiche manifestazioni dei cicli glaciali e ; interglaciali. Zone d’importante riferimento per la climatologia, sono state riconosciute come “stratotipo del limite Plio-Pleistocene”, limite che risale a 1.600.000 anni fa. Nelle due zone crotonesi, grazie ad accurati studi, è stato possibile individuare diversi tipi di fossili e così capire meglio come si sono svolte le glaciazioni. Vrica si trova a sud di Crotone ed è a questa località che gli studiosi fanno riferimento nell’indicare il limite convenzionale del “PlioPleistocene”. Lo “stratotipo” individuato alla base dell’area di Stuni rappresenta invece l’inizio della prima glaciazione; alla sommità di Stuni è presente quella che gli studiosi chiamano una “terrazza milazziana”, ricca di fossili.
•Percorso naturalistico
Riserva naturale marina di Capo Rizzuto
L’area protetta comprende 42 chilometri di costa, 36 dei quali ricadono nel territorio del comune di Isola Capo Rizzuto (da Praialonga a località Meolo) e 6 km nel territorio comunale di Crotone a partire da Capo Colonna per finire a Barco Vercillo. La riserva naturale è nata nel 1991, racchiude 13.500 ettari di acque, ed è la più grande riserva marina della Penisola. I suoi fondali presentano secche poco profonde che distano anche due miglia dalla costa, sono mediamente sabbiosi e frequentemente rocciosi, coperti da vistose praterie di Posidonia Oceanica, una pianta molto evoluta, munita di fiori e frutta, simile alle piante terrestri. Sia dalla riva che dalle secche più lontane è possibile ammirare interminabili scogliere sommerse, dalle forme più strane che sembrano residui di enormi frane. Il mare è dimora di tantissime specie di alghe verdi, brune, rosse e azzurre e di molte specie ittiche tra le quali: Spandi, Labridi, Crenilabridi. La riserva marina comprende due zone a tutela differenziata (zona A, di riserva integrale, e zona B, di riserva generale) in cui sono in genere vietate tutte le attività che possono in qualche modo compromettere l’equilibrio ambientale e le stesse finalità istitutive dell’area marina protetta. Tra le attività vietate, variamente regolate all’interno delle due diverse zone, le immersioni subacquee, la pesca e la caccia, l’asportazione e il danneggiamento dei reperti archeologici, delle formazioni geologiche e minerali, lo scarico dei rifiuti, le manomissioni della fascia costiera, la distruzione della macchia. La riserva nasconde anche importanti testimonianze archeologiche, ricordo di un passato lontano. I suoi splendidi colori, i suoi tesori, i suoi affascinanti segreti fanno di questo angolo di costa calabra un fiore all’occhiello non solo della regione, ma di tutta la Penisola. (R.P.C.)
Manifestazioni
Supermarecross - giugno
Sulla spiaggia crotonese viene allestito un percorso acrobatico per moto da cross. Alla manifestazione partecipano decine di motociclisti seguiti nelle loro evoluzioni sulle dune di sabbia da un pubblico divertito.
Le informazioni presenti sono state acquisite da "Enciclopedia dei Comuni della Calabria" distribuita da
Dati statistici
Codice FISCO: D122
Codice ISTAT: 101010
Prefisso: 0962
C.A.P.: 88900
Distanza Capoluogo: 0
Superficie: 9.9999
Denominazione Abitante: crotonesi o crotoniati
Num. Abitanti: 51182
ASL Appartenenza: